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giovedì 1 marzo 2012

ADMO e Fabrizio Frizzi, una stima che dura da vent'anni



Questo articolo su Michele Guardì che cita l'ADMO mi dà l'occasione per ripercorrere i primi passi dell'Associazione Donatori Midollo Osseo.
Mario Bella ricorda bene quei giorni:
...Era il mese di dicembre del 1990, Rossano ci aveva lasciati da un anno, e io avevo scritto una lettera agli autori di un nuovo programma dal titolo "I Fatti Vostri"...
Raccontò la sua storia, due anni a fianco di Rossano, il suo testamento, la nascita dell'Associazione per la Promozione al Dono del Midollo Osseo, APDMO, l'8 giugno 1990. La lettera concludeva con queste parole: sono fatti miei, ma sono anche fatti vostri e Mario Bella fu invitato come ospite alla prima puntata.
Dietro le quinte chiese di poter entrare nel camerino di un giovane Fabrizio Frizzi, scelto da Gaurdì come conduttore della trasmissione.

Gli raccontò la sua storia, e con il suo sguardo azzurro e poche parole che lo colpirono al cuore e fecero riemergere alcuni ricordi di bambino, lo invitò a farsi tipizzare.

Successivamente, Mario Bella scrisse ancora a Frizzi, chiedendogli di fasi tipizzare in diretta per dare il buon esempio e sensibilizzare il pubblico, ma Fabrizio era già andato a fare il prelievo di sangue necessario per entrare nel Registro dei donatori.

Una domenica mattina di molti anni dopo, il conduttore entrò al Policlinico Gemelli di Roma per donare le cellule staminali midollari a una giovane paziente italiana in attesa di trapianto, con in mente le parole azzurre del fondatore dell'Admo e il pensiero a un compagno di scuola delle elementari portato via troppo presto dalla leucemia.

E anche questo è un pezzo della nostra storia.

giovedì 23 febbraio 2012

Trasformare




Trasformare il dolore in speranza: tutto sommato è questo il messaggio che la lasciato Rossano. Io ci ho messo quindici anni, prima al di fuori dell’associazione, poi qui dentro, portando la mia testimonianza nelle scuole, all’inizio facendo una fatica pazzesca a parlare, oggi con la gioia di vedere tanti ragazzi che si iscrivono dopo aver sentito la nostra storia e quella di tanti altri. Credo ora di essere riuscita in parte a trasformare questo dolore in speranza.
I miei due bambini, di quasi 7 anni di 3 e mezzo, mi hanno permesso di trovare la forza di ricominciare a sorridere. D’altronde bisogna andare avanti, ma facendo tesoro del nostro passato.

La lettera completa di Rossano era già stata pubblicata qui.

giovedì 26 gennaio 2012

Auschwitz oggi

La Giornata della memoria deve essere ricordo della Shoah, per evitare che simili orrori si ripetano. Le visite che ebbi modo di fare nei Lager della Risiera di San Sabba vicino a Trieste, Auschwitz ma anche le foibe carsiche, mi lasciarono un silenzio dentro, in cui risuonavano le grida impigliate fra quelle mura. Ma oggi faccio un passo avanti e penso che le storie delle persone passate attraverso quei terribili ingranaggi di morte servano a noi oggi per capire come degli esseri umani abbiano potuto sopravvivere, quali strategie il loro istinto abbia messo in atto per non lasciarsi morire, per restare aggrappato alla speranza.

Viktor Frankl, lo “psicologo nei lager”, uno scienziato, medico e psichiatra ebreo, internato in vari campi di concentramento, è stato capace di aiutare, ascoltare, incoraggiare i suoi compagni di prigionia e, quando è uscito ha dato vita alla logoterapia. Nei lager, diceva, sopravvivono le persone che hanno uno scopo per cui lottare e che hanno qualcuno che li aspetta fuori. Occorre “appoggiare il cuore su qualcuno o qualcosa per trovare la forza di andare avanti nonostante le difficoltà”.

Questa frase può essere un aforisma che accompagna la vita di ciascuno di noi e diventa strategia per non sprofondare davanti alle piccole difficoltà quotidiane. Ma soprattutto per combattere la battaglia contro la malattia grave, quella che ti devasta la famiglia e la vita.

giovedì 27 ottobre 2011

Racconti da camera sterile

Un amico, che, a fianco del figlio dodicenne, è appena passato dal Reparto Degenza del Regina Margherita di Torino al suo Centro Trapianti, mi scrive questo bellissimo racconto:


... prima mattina in cucina a preparare la colazione. Iniziano i primi approcci (se in degenza pensavo di essere in prima-linea, qui dove siamo?) e subito grande incontro con NonnaXYX da Palermo, nipote in stanza5: mi racconta il trapianto (fratello donatore), la preparazione, i problemi, poi di colpo le si illuminano gli occhi e mi racconta (in italo-siciliano, ecco la traduzione)“.... Sa, quando poi e’ arrivato il medico con una sacca di un-litro-e-mezzo di midollo ha detto a mia nipote: ecco questo e’ TUO-FRATELLO” (pausa, emozione, poi ricomincia) 22 ore di trasfusione-trapianto, e lei l’ha BEVUTO tutto, fino all’ultima goccia, sa quando sollevano il tubicino x arrivare fino in fondo e non perderne nulla?” ...

Ho passato questo racconto ad amici e questa e' una delle risposte:

Ciao!!!!!!!!!!!
Volevo solo ringraziarvi per tutto quello che ci donate. Francesca mi legge subito le vostre email del "diario di bordo" e sono motivo di crescita per tutti noi!!!!!! Siete proprio come un sassetto che cade nello stagno: non immaginate quanto lontano arrivino gli anelli dell' acqua mossa per immergervi!!!!
Personalmente, con Pietro nel cuore, sono finalmente riuscita a fare la tipizzazione e a diventare donatrice di midollo. C'è stata l'occasione circa un mese fa e quando il medico che mi "interrogava" mi ha chiesto che cosa mi motivava a farlo gli ho risposto che la mia motivazione si chiama Pietro e che questo era il mio semplice gesto per stargli accanto e LOTTARE insieme a lui!!!! Chissà che anch'io un giorno possa donare a qualcuno quelle sacche piene di liquido dicendo con gioia "E' per ...un mio "fratello"!"!!!!!
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